Il Vetro di Murano

Mille anni di storia

Nel 1982 è stato festeggiato questo prestigioso compleanno della vetraria veneziana.
Risale al 982 infatti il più antico documento relativo a quest’arte in laguna veneziana: si tratta di un manoscritto, un atto di donazione in cui, tra i testimoni, compare un tale “Domenicus fiolarius”, cioè Domenico vetraio (“fiola” è la bottiglia).

Quando i veneziani cominciarono a soffiare nel vetro

L’invenzione della soffiatura è avvenuta sulle coste orientali del Mediterraneo e risale al Primo secolo a.C.
Radicatasi a Venezia, divenne la tecnica privilegiata per lavori vetrari di alto livello.
In particolare i maestri muranesi la svilupparono al punto di ottenere una straordinaria abilità nella modellazione a caldo, inventando nuove tecniche e giungendo a proporre forme di notevole eleganza e grande raffinatezza.

L’evoluzione dei lampadari di vetro

Il “cesendello” fu dal Medioevo al primo Settecento il più raffinato sistema di illuminazione nelle abitazioni e nelle chiese: era un contenitore allungato, generalmente pensile, riempito di acqua e di uno strato superiore di olio e dotato di uno stoppino.

Una novità importante, risalente al XVIII secolo, è la nascita della “ciocca”, il lampadario di cristallo a bracci porta candele con elementi in vetro soffiato e decorato da fiori vitrei e multi colori e da elementi pendenti: questo lampadario occupa ancora oggi un posto di rilievo nella produzione di Murano.

Naturalmente esistono oggi anche altri modelli più rispondenti al gusto contemporaneo: lampade a sospensione, appliques, lampade da tavolo o a stelo.